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Arancino siciliano: 10 cose da sapere

È un dato di fatto.

L’arancino è il re dello street food siciliano e nessuno (o quasi) può resistergli. Sarà grazie alla panatura croccante e dorata, sarà per il ripieno caldo, saporito e gustoso, ma da quando è stato inventato l’arancino ha conquistato tutti i palati, anche i più sofisticati. È la felicissima sintesi di varie influenze storiche e culturali presenti in Sicilia; pensate ad esempio al riso e allo zafferano provenienti dalla tradizione culinaria araba.

Sono tantissimi ormai i ripieni con cui vengono fatti gli arancini: dal salmone alla norma fino ad arrivare a ripieni gourmet, ma quello della tradizione è al ragù. E per dare quel tocco di sapore in più lo arricchiamo con i piselli, la mortadella e il formaggio.

La panatura dell’arancino è la prova che le apparenze non ingannano affatto. Quanti di voi hanno giudicato un arancino anche solo guardandolo? Noi de L’Ancora dopo averlo immerso nella pastella, lo «usciamo e paniamo» facendolo rotolare nel pangrattato, poi lo immergiamo nuovamente, ma questa volta nell’olio bollente.

Il risultato? Croccantezza e colore irresistibili. Ma queste sono cose che sappiamo tutti!

Qui invece vi sveliamo 10 cose da sapere sull’arancino che probabilmente non tutti conoscono.

  1. Sapete perché quasi tutti gli italiani lo chiamano arancino? È stato Andrea Camilleri che nei suoi libri e successivamente anche in televisione ha portato questa forma, il tanto amato arancino del commissario più famoso d’Italia (Andrea Camilleri, Gli arancini di Montalbano, 1999).
  2. Vediamo se con questa riusciamo a sorprendervi. Lo sapete che il timballo è l’antenato dell’arancino? Si racconta che gli arabi durante i banchetti disponessero al centro delle loro tavole un vassoio pieno di riso aromatizzato alla zafferano e che lo condissero con carne e verdure. Mangiavano questa pietanza con le mani, nonostante all’epoca ancora non ci fosse la meravigliosa panatura croccante e dorata che conteneva il ripieno.
  3. Adesso, più che una curiosità vogliamo darvi una regola, una soltanto. L’arancino si mangia solo con le mani!
  4. Anche sulla forma dell’arancino si è molto discusso, ma in modo più pacifico. In Sicilia infatti troviamo le due classiche varianti: “a palla” o “a punta“.
  5. Sapete che l’invenzione della panatura è stata più volte attribuita alla corte di Federico II? Nel XIII secolo, durante le battute di caccia, la panatura era utile per trasportare il riso speziato durante i viaggi in modo da agevolarne la conservazione.
  6. Ora vi sveliamo un piccolo trucco per dare ai vostri arancini la giusta croccantezza e il giusto colore. Quando li immergete nell’olio questo deve essere abbondante, la vostra splendida pallina di riso dovrà infatti galleggiare nell’olio. Solo così otterrete un risultato perfetto.
  7. Ma la forma a punta non vi ricorda qualcosa? Ebbene sì: l’ispirazione viene direttamente dal più affascinante vulcano d’Italia, l’Etna.
    “Vorrei che certi momenti non finissero mai. Adoro sorseggiare il primo caffè della mattina, quello che considero evocativo, affacciato alla finestra della cucina da cui è possibile ammirare i colori dell’Etna di inizio stagione.” (La scelta. Da grande voglio essere avvocato – O. Torrisi)
  8. Ricordatevi sempre una cosa: l’arancino non è un antipasto, non è una merenda, ma un pasto unico e completo.
  9. Alcuni di voi storceranno il naso, ma di arancini esistono anche quelli dolci. In alcune zone della Sicilia infatti è possibile gustare una variante altrettanto golosa del nostro amato sole di Sicilia.
  10. Chiudiamo la carrellata di curiosità con una piccola chicca per chi ha intenzione di mettersi all’opera in cucina dopo la lettura. Il segreto per preparare un buon arancino sta nel far raffreddare molto il riso. In questo modo sarà più facile modellarlo, fungerà da contenitore e non lascerà fuoriuscire il ripieno.

Ora sono solo due le cose che potete fare: uscire di casa e raggiungere la prima rosticceria aperta o tirarvi su le maniche e mettervi ai fornelli.

Buon appetito!